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About me

Ciao a tutti, amici lettori!
Se siete arrivati su questa pagina significa che abbiamo già qualcosa in comune… la passione smisurata per i libri e la lettura.
Mi piace leggere di tutto (tranne horror!) e chi mi conosce deve sorbirsi ogni mio commento su ciascun libro che leggo.
Questo blog nasce proprio su consiglio di amici (e di mamma 😅) di condividere le mie opinioni con persone che, come me, hanno voglia di condividere le loro sui libri che hanno letto o semplicemente di discutere su tutto quello che gira attorno al mondo della lettura.
Continua a leggere….



“I libri lavano via dall’anima la polvere di tutti i giorni.”


  • Recension « La langue maudite » de Madi Belem
    « La langue maudite » est un des livres sélectionnés au Festival du premier roman de Chambéry. C’est le premier roman de Madi Belem, un jeune marocain qui de Rabat est arrivé en France pour tenir une promesse faite à son père, son « héros ». Ce livre montre et raconte un Maroc divisé entre le traditionalisme patriarcal et le sens de modernité et changement par suite de l’indépendance de la colonisation française (1956). L’écart n’est pas donné seulement par des idéologies différentes et par la perte d’identité culturelle, mais aussi et surtout par la question de la langue. « La langue maudite » est un voyage à travers un pays où personne ne lit plus et la seule façon de se faire lire est d’écrire en français, la langue des colons.
  • Recensione “Madame Bovary” di Flaubert
    Emma cresce in un collegio femminile e la sua devozione è esemplare, fin quando non scopre i romanzi e si perde nelle loro scene romantiche. Inizia allora a sognare grandi passioni, ricchezze e viaggi in terre lontane ed esotiche, ma finisce con lo sposare Carlo Bovary, un medico di un paesino di campagna. Il matrimonio le fa sperare di poter finalmente vivere l’amore e la vita che sognava, ma ben presto si accorge di quanto grande sia stato il suo errore. Carlo è innamoratissimo di lei, questo sì, ma è anche un uomo insulso, senza spina dorsale né ambizioni. La loro vita è piatta, ed Emma non potrebbe esserne più delusa e rammaricata. Carlo lo capisce e decide allora di trasferirsi in un altro paesino, giusto per cambiare aria e ripartire da zero, considerando per di più che aspettano una bambina.
  • “Norwegian Wood” di Murakami
    Questo è uno di quei libri che ti fa piombare in uno stato di malinconia e quando giri l’ultima pagina hai un buco nel petto, proprio al centro, e non sai se piangere o rimanere ferma lì a fissare al vuoto. Io ho fissato il vuoto con gli occhi lucidi, giusto per farmi mancare nulla! Nei tre giorni che ho impiegato a leggerlo ho buttato qualche commento qua e là a mia madre, come mio solito, e la sua risposta è stata: “Ma hai scelto tu di leggere questo libro? Perché? Ti piace farti del male?”. Ecco, effettivamente sono domande legittime per chi non l’ha letto e sente commenti come “Oh mio Dio, è tristissimo. Sono tutti depressi, cinici o passivi e si ammazzano tutti!”. Il succo potrebbe essere questo, ma è troppo riduttivo limitarsi a dire questo.