Recensione – “Agharta” di Orione Lambri

Copertina "Agharta" di Orione Lambri

Titolo: Agharta
Autore: Orione Lambri
Editore: self-published
Pagine: 667

Buon anno nuovo a tutti!
Voglio inaugurare il 2021 con un libro che mi ha tenuta impegnata in questi ultimi tempi.
Quando ho iniziato a leggerlo sapevo di andar incontro a una lettura particolare. La trama ne è già un indizio, ma i commenti e le impressioni degli altri lettori mi hanno convinto. Non avrei mai potuto immaginare, però, cosa mi aspettasse. Agharta racchiude in sé religione, mitologia, innovazione tecnologica, politica e un’infinità di altre cose. Niente buttato al caso però, bensì posato con cura al momento più opportuno a tessere una trama perfetta.

Sinossi

Anno 2012. L’economia mondiale è in crisi, mentre catastrofi, sommosse e un’ondata di suicidi devastano il pianeta. Tutto sembra voler presagire l’Apocalisse Maya prevista per il 21 dicembre, quando il mondo finirà nello schianto di una cometa. Le religioni androcentriche non sono in grado di offrire una via di salvezza come invece promette di fare il nuovo gioco AGHARTA, una neurosimulazione interattiva di massa che conquista subito migliaia di giocatori.
La testimonial e guida del gioco è Cassiopea, una pornostar la cui scomparsa avvenuta anni prima è avvolta nel mistero. Jane Stuart Mill è tra le prime a provare il gioco che riproduce fedelmente scenari del mondo reale e in cui tutto viene governato dall’energia chiamata Vril. Ben presto però Jane si renderà conto che l’esperienza che sta vivendo ad AGHARTA è molto più reale del reale. I sogni premonitori che vive nel gioco la condurranno da Klandestina e insieme dovranno riuscire ad aprire la strada verso nuove realtà, perché in questo mondo ormai il re è nudo.
L’unica speranza è la regina.

Recensione

21 dicembre 2012. Ero piccola, ma ricordo ancora la profezia Maya. Se ne sentiva parlare sempre tra programmi tv, discussioni da bar e giornali, ma anche i cinema iniziarono a riempirsi di film apocalittici.
Otto anni dopo, Orione Lambri ne scrive un libro, che però non è un racconto storico, ma una possibile realtà alternativa. Ci offre la possibilità di assistere a ciò che sarebbe potuto succedere se qualcuno avesse avuto i mezzi per creare un gioco talmente innovativo da sembrare reale, forse addirittura più reale del mondo di sopra.
Già il titolo ci immerge nella mitologia: Agharta, città leggendaria legata ai miti di città perdute come Atlantide. Nel libro si intrecciano induismo, buddismo e mitologie nordiche aventi un denominatore comune: il matriarcato. Andando indietro fino agli albori dell’umanità, tutto fu creato dalla Grande Madre.
È difficile raccontare questo libro senza lasciarsi sfuggire qualcosa di troppo, ma posso sicuramente dire che lascia senza parole! Non c’è un protagonista assoluto, ma si costituisce di diversi POV e diversi personaggi le cui storie di intrecciano sia nel mondo di sopra sia nel mondo di sotto, Agharta. E bisogna sempre mantenere l’attenzione alta perché ogni cosa che leggerete è una “mollichina” che vi aiuterà a costruire un quadro generale in cui ogni tassello andrà finalmente al suo posto.

Avrai già capito che sognare significa viaggiare in non-luoghi irraggiungibili da svegli… gli abissi del cuore e della coscienza spalancano l’accesso ai mondi che non hai mai conosciuto e a quelli che non avresti dovuto conoscere mai.

Elementi cardine della storia sono il sogno e la Nota. Grande rilevanza ha il buddismo, del quale ritroviamo infatti la meditazione e il famoso Om.
In una realtà che va incontro alla fine e in cui le figure al potere sono legate a concezioni misogine e patriarcali del mondo, questo nuovo gioco arrivato dal nulla e di cui non si conoscono neanche gli ideatori potrebbe essere l’unica soluzione. Ma perché? Cosa succede davvero una volta varcato lo Specchio?
Ho ipotizzato tante cose durante la lettura, ma mi sono ritrovata sempre un po’ confusa, lo ammetto, in senso positivo però. Mi sono incuriosita tanto alle mitologie, alle Dee e agli antichi luoghi sacri citati da Lambri, tanto che ogni volta sono andata a cercare su Internet ogni sorta di informazione. Ci sono i già noti Arianna e Teseo, l’Altipiano di Giza con le sue piramidi, ma anche luoghi e Dee di cui non avevo mai sentito parlare, come Boudicca o Pachamama.
Pare che le divinità venerate all’alba dei tempi fossero donne, spodestate da un gruppo di uomini rivoltosi che hanno deciso di venerare Dei maschi, simbolo di forza e virilità. Fu così che iniziò l’ascesa del patriarcato, portatore di guerre, violenze di ogni genere e distruzione. Oggi quel mondo è ancora in piedi, ma le donne hanno tutte le intenzioni di ristabilire l’equilibrio e portare nuova luce di speranza.

Qualunque cosa abbiate fatto l’avete fatto per salvarvi da voi stessi e da questo mondo, sempre più consunto. La strada che ti si apre davanti è sempre quella giusta, se l’Intento lo è…

Credete nel Karma? E nel destino? Io credevo già che ogni azione che compiamo crei un effetto ben preciso e ci apra determinate strade, precludendone altre. Ad Agharta le tue azioni hanno un riscontro subito visibile grazie al Vril, una specie di barra energetica presente nei giochi. Le azioni del passato si ripercuotono sul presente, ma quelle del presente si ripercuoteranno solo nel futuro? O anche in qualche altro “strato della cipolla”? Per avere la risposta dovete leggere il libro!  😉

Valutazione

Classificazione: 5 su 5.

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