“La casa di terra e sangue. Crescent City” di Sarah J. Maas

Crescent City. La casa di terra e sangue, Sarah J. Maas

Titolo: La casa di terra e sangue
Autore: Sarah J. Maas
Serie: Crescent City #1
Pagine: 708
Dove trovarlo: IBS

Ventitré anni, mezza Fae e mezza umana, Bryce Quinlan ha una vita perfetta: di giorno lavora in una galleria d’arte e di notte passa da una festa all’altra, senza problemi e senza preoccupazioni. Quando però una brutale strage scuote profondamente Crescent City, la città in cui vive, e Bryce perde una persona a lei molto cara, il suo mondo crolla in mille pezzi lasciandola disperata, ferita e molto sola. Adesso non cerca più il divertimento, ma un oblio in grado di farle dimenticare i terribili fatti che hanno cambiato la sua vita per sempre. Due anni dopo l’imputato è finalmente dietro le sbarre ma, tutt’a un tratto, i crimini ricominciano e Bryce è decisa a fare tutto il possibile per vendicare quelle morti. Ad affiancarla nelle indagini arriva Hunt Athalar, un famoso angelo caduto, prigioniero degli arcangeli che lui stesso aveva tentato di detronizzare. Le sue grandi capacità e la sua forza incredibile sono utilizzate all’unico scopo di eliminare i nemici del suo capo. Quando però si scatena il caos in città, Hunt riceve una proposta irrinunciabile: aiutare Bryce a trovare l’assassino e riconquistare, in cambio, la sua libertà. Quando Bryce e Hunt cominciano a scavare in profondità nel ventre di Crescent City, scoprono un potere terrificante e oscuro che minaccia tutto e tutti, e vengono travolti da una passione irrefrenabile, che potrebbe renderli entrambi liberi, se solo lo volessero. Il dolore della perdita, il prezzo della libertà e il potere dell’amore sono i temi principali de La casa di terra e sangue , il primo imperdibile romanzo della nuova serie fantasy di Sarah J. Maas, che mescola egregiamente personaggi indimenticabili, romanticismo e una suspense che tiene il lettore incollato alla pagina fino alla fine.

Recensione

Premetto che dopo aver letto tutti i suoi libri mi sono innamorata della Maas. Leggendo Il regno di cenere, ultimo libro della saga di Throne of Glass, ho pianto senza ritegno, sia durante alcune scene (le Tredici!!) sia dopo aver voltato l’ultima pagina ed essermi resa conto di aver finito. È stato difficile lasciar andare personaggi con cui sono andata a braccetto per 8 libri… è stato come dire addio a degli amici. Non vedevo l’ora, però, di iniziare a leggere Crescent City. Soprattutto perché, diciamocelo, l’idea che la Maas stia creando una macrostruttura che li collega tutti mi piace molto. Ogni serie sembra essere ambientata in uno dei tanti pianeti che Aelin aveva attraversato mentre cadeva tra i mondi per chiudere il Wyrdgate.
Insomma, La casa di terra e sangue ci porta in un universo in cui i Fae non sono i principali attori. Umani, Fae, angeli, mutaforma e altre creature vivono insieme in città supervisionate da arcangeli.
Una volta iniziato a leggere si capisce presto che con questo libro Sarah imposta un altro passo, cambiando il tono della narrazione. C’è molta meno azione, ma un tocco in più di mistero; meno elemento epico, ma più investigativo. Bryce non è come le eroine delle altre serie – Aelin e Feyre – ma ha un altro tipo di forza, più interiore che fisica e letale. Si scoprirà che anche lei è stata ben addestrata alle armi e al combattimento, ma in realtà non le usa, se non come ultima risorsa.

Tutto è possibile grazie all’amore.

Nel complesso la storia è abbastanza intrigante, perché ruota intorno a delle misteriose e tremende morti sulle quali Bryce si ritrova a dover indagare insieme ad Hunt. Lui è un angelo caduto perché, cinquecento anni prima, ha guidato un gruppo di angeli durante una ribellione per spodestare gli Asteri, un gruppo d’élite che governa su tutta Midgard, il pianeta in cui è ambientata la serie. Purtroppo la ribellione non è andata a buon fine e i sopravvissuti sono stati resi schiavi, pratica alquanto comune a Midgard – soprattutto per gli esseri inferiori –, e i loro poteri sono stati limitati con un incantesimo di contenimento. Se vi è mai capitato di vedere qualche fanart che ritrae Hunt, il tatuaggio della corona di spine sulla sua fronte è un incantesimo di contenimento che hanno fatto le streghe.

Ora, onestamente non riesco a darvi un parere chiaro su di lui. Insomma, dopo Rowan (Throne of Glass) e Rhysand (ACOTAR) non riesco a capire quanto mi piaccia. È un personaggio distrutto dal suo passato e dalle atrocità che è costretto a compiere per i suoi padroni, ultimo l’arcangelo Micah, e che gli sono valse la nomina di Umbra Mortis. Riesco a compatirlo e non è che non mi piaccia, però sento che gli manca qualcosa. Purtroppo ormai il mio termine di paragone per i personaggi maschili della Maas è diventato, consciamente o meno, Rhysand. Mi rendo conto che è un paragone ingiusto, ma amen! Poi ormai la Maas ci ha abituati a non sperare subito nell’amore, visto e considerato che Aelin e Feyre ne hanno cambiati un paio prima di trovare il loro compagno. E qui si apre anche la questione “compagno”. C’è un’alta probabilità che Hunt sia il compagno di Bryce, ma l’entrata in scena di Aidas e il legame che sembra avere con lei mi lascia un po’ in dubbio. Che sia un Rhys 2.0?
Ora vi starete chiedendo chi sia Aidas, immagino. È uno dei principi dell’Inferno, il quinto per essere precisi. E qui il personaggio, l’aura che la Maas gli ha disegnato attorno e il modo in cui Bryce l’ha invocato mi hanno subito fatto venire in mente Kingdom of the Wicked, di Kerri Maniscalco.

Questo è il senso della vita, Bryce.
Vivere, amare, sapere che potrebbe sparire tutto domani.
Rende ogni cosa molto più preziosa.

Lasciatemi dire che mi è dispiaciuto molto che Danika sia morta subito. Mi sarebbe piaciuto vedere lo sviluppo di questo personaggio e della grande amicizia che la lega a Bryce. Sono sicura che l’avrei amata! Ma ahimè, la sua morte è il punto di partenza di tutta la storia, così come la morte di Sam era stato il punto di partenza di Throne of Glass.
Al momento, tra tutti i libri della Maas questo è forse quello che mi ha preso meno. Lei però, come suo solito, ha scritto con una fluidità incredibile, facendo scorrere 700 pagine come se fossero niente. Questo è uno dei motivi per cui mi sono innamorata di quest’autrice. Sarebbe capace di scrivere la qualsiasi e rifilarti 1000 pagine sul nulla senza neanche fartene accorgere!

Valutazione

Classificazione: 3.5 su 5.

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