Novità in libreria – 7 ottobre

Novità della settimana, da oggi in libreria

Buongiorno, miei cari lettori!
Sono stati mesi intensi e non ho più scritto nulla sul blog. Al momento non riesco a leggere quanto e come vorrei, però ho deciso di ritagliarmi un po’ di tempo e curare una rubrica delle nuove uscite.
Ogni settimana farò una selezione dei libri in uscita che trovo più interessanti e che penso potrebbero piacervi. Ma ecco i libri che potete trovare da oggi in libreria.

“La più piccola” di Fatima Daas

La più piccola, Fatima Daas

Non un romanzo d’esordio ma un libro liturgico, non un diario intimo ma una confessione, un canto, una preghiera.
“Mi chiamo Fatima”, così comincia ogni capitolo de La più piccola; talvolta, al nome, l’autrice alter ego della protagonista, aggiunge il cognome: “Mi chiamo Fatima Daas”. E via via arricchisce di dettagli la sua biografia.
Fatima Daas, la mazoziya, la più giovane della famiglia, quella che avrebbe dovuto essere un maschio come Ahmad, suo padre, aveva sperato. Le sue due sorelle sono nate in Algeria. È l’unica a essere nata in Francia, con parto cesareo. Sua madre, Karmar, è una maestra nel suo Regno: la cucina. Ma soprattutto Fatima è musulmana, devota e schiava della sua religione. Religione nella quale vorrebbe trovare approvazione, un modo per essere accettata da omosessuale senza dover rinunciare alla fede. E così, a poco poco, con ritmo incalzante da rap ipnotico e una lingua asciutta, originalissima e misteriosa perché mescolata a parole arabe, il puzzle si compone: il suo amore per le ragazze e per Nina in particolare, i riti e i precetti dell’islam, i conflitti interiori, l’amore per Allah, il bisogno di consegnarsi a questo dio di fronte al quale Fatima si sente peccatrice. Ma la scrittura è una cura, il dolore che ne scaturisce a poco a poco si allevia, si intravede la luce della riconciliazione.
Potete trovarlo su: IBS

“La moglie del mercante di stoffe” di Lisa Rochon

La moglie del mercante di stoffe, Lisa Rochon

La Firenze rinascimentale vista con gli occhi di Monna Lisa
Firenze, 1500. Feroci intrighi politici serpeggiano in città, rovescio della medaglia di un’epoca di fermento culturale e artistico. La giovane Beatrice vive nelle campagne poco fuori le mura e conduce un’esistenza tranquilla, fino al giorno in cui suo padre viene ucciso e sua madre scompare.
Per sopravvivere, Beatrice non ha altra scelta se non quella di raggiungere Firenze, così da vendere le ultime scorte di olio d’oliva e provare a cercare indizi su dove sua madre possa trovarsi.
Sola al mondo, spaventata e incerta sul futuro, Beatrice comincia a disegnare in segreto sui muri di pietra dei vicoli: un modo per esprimere in silenzio il suo dolore. E in quei tratti il suo talento prende vita. Mentre percorre in lungo e in largo la città alla ricerca della madre, la ragazza si imbatte in un geniale quanto tormentato Michelangelo, alle prese con il suo David. È l’inizio di un’amicizia destinata a cambiare la vita di entrambi.
Ben presto il destino porta Beatrice a incrociare i passi di un altro grande genio, il rinomato Maestro delle Arti Leonardo da Vinci, impegnato a dipingere un ritratto della moglie di un facoltoso mercante di stoffe.
In una città dilaniata dai complotti, può bastare il potere dell’arte a redimere un’anima tormentata?
Potete trovarlo su: IBS

“Sopra i fiumi che vanno” di António Lobo Antunes

Sopra i fiumi che vanno, Antonio Lobo Antunes

Una grave operazione inchioda António a letto per due settimane. In ospedale, intontito dal dolore e dai farmaci, ricorda la sua infanzia: il padre che gioca a tennis, la madre che gli fa la riga fra i capelli, le montagne, l’odore della marmellata nella dispensa, i fiori nei vasi delle scale, gli amori non corrisposti… Da uno dei più grandi scrittori portoghesi di tutti i tempi, un romanzo lirico pieno di forza, ironia, trasversalità ed emozione.
«Lobo Antunes scrive dal cuore dell’esistenza, dalle radici stesse della vita». – Jesús Aguado, El País

In Sopra i fiumi che vanno, l’argomento predominante è l’universo dell’infanzia malgrado il personaggio principale, e voce narrante in flusso di coscienza, sia un uomo anziano internato in ospedale. Il romanzo è strutturato in forma di diario fittizio e comprende lo spazio cronologico di quindici giorni fra i mesi di marzo e di aprile del 2007. È facile associare l’opera alla biografia dello scrittore portoghese, in quanto lo stesso António Lobo Antunes ha affrontato un’operazione di cancro proprio nel periodo indicato dal romanzo. Nelle lunghe ore della degenza ospedaliera il narratore, diluendo le frontiere fra passato e presente – il dolore fisico, le allucinazioni farmacologiche, la presenza degli infermieri, l’odore dell’ospedale, da un lato, e una galleria di personaggi che popolavano la sua infanzia, dall’altro – fra scene reali e poetiche rielaborazioni del suo immaginario – com’è consuetudine nella narrativa dell’autore – convoca memorie ricorrenti di se stesso bambino in cui confluiscono, senza soluzione di continuità e in modo ondivago, immagini e oggetti che, come reliquie, sono in se stessi testimoni fossili di affetti, traumi, assenze. Dinanzi all’inerzia imposta dal corpo malato, il pensiero girovaga nei luoghi e nel tempo in cui c’era vita e vi si afferra, ponendosi domande cruciali sull’identità, sull’esistenza e, come sempre nella narrativa dell’autore, sulla morte, tema che in ogni pagina del libro appare direttamente o indirettamente discusso.
Potete trovarlo su: IBS

“Terra di spezie” di Kate O’Brien

Terra di spezie, Kate O'Brien

Anna Murphy, accettata nel collegio irlandese della Compagnie de la Sainte Famille nonostante la sua giovane età, viene da una famiglia altoborghese in crisi dove l’unico riferimento affettivo è l’amatissimo fratello Charles. Helen Archer, la fredda madre Superiora, attratta dalla natura vivace e poetica della bambina, ne segue ogni fase della crescita e dell’educazione. Con il tempo, questa attenzione si trasforma in un tenero affetto che scioglie il cuore raggelato della suora: nel corso degli anni le esperienze di Anna riporteranno alla mente di Helen le felici memorie della sua infanzia, rendendola finalmente pronta ad affrontare il trauma che l’ha condotta ad abbracciare la vita religiosa.
Censurato in patria alla sua prima pubblicazione nel 1941 per gli accenni all’omosessualità contenuti, Terra di spezie, il romanzo più autobiografico di Kate O’Brien, è la storia dell’incontro di due figure femminili forti e indipendenti decise a perseguire con fermezza il proprio cammino: un romanzo pervaso di spiritualità che esplora la natura dell’amore, del perdono e del destino. Un importante Bildungsroman – giustamente paragonato a Ritratto dell’artista da giovane di Joyce –, un grande libro sulla capacità di amare, un intramontabile classico del Novecento irlandese.
Potete trovarlo su: IBS

“Cara Rose Gold” di Stephanie Wrobel

Cara Rose Gold, Stephanie Wrobel

Una madre che non dimentica. Una figlia che non perdona. Un gioco molto pericoloso.
«Sensazionale. Due protagoniste che non dimenticherete» – Lee Child

Durante i primi diciotto anni della sua vita, Rose Gold Watts ha creduto di essere gravemente malata: era allergica a qualsiasi cosa, era costretta a portare una parrucca, si spostava utilizzando una sedia a rotelle. Nonostante il sostegno della piccola comunità di Deadwick, che ha organizzato raccolte fondi e offerto spalle su cui piangere, nonostante tutti i medici consultati, gli esami effettuati e gli interventi subiti, nessuno è mai riuscito a capire cosa non andasse in lei. Fino al terribile giorno in cui è emersa la verità più spaventosa: era tutta una messinscena architettata dalla madre.
Dopo aver scontato cinque anni di prigione per abuso di minore, Patty Watts non ha un posto dove andare e implora sua figlia di accoglierla. I vicini non l’hanno perdonata e sono scioccati quando Rose Gold accetta.
Patty insiste, non vuole altro che una riconciliazione, ha perdonato la sua piccola cara che l’ha tradita testimoniando al processo contro di lei. Ma la ragazza conosce sua madre: Patty Watts non è una che lascia correre. Sfortunatamente per lei, Rose Gold non è più una bambina indifesa, ed è da molto tempo che aspetta questo momento… È l’ora della resa dei conti: sarà un duello spietato, combattuto a colpi di bugie e condotto da due abilissime manipolatrici.
Finalista all’Edgar Award, tradotto in sedici paesi e in testa alle classifiche di vendita, Cara Rose Gold, raffinato thriller psicologico che ha come sfondo la provincia americana più cupa, è lo sbalorditivo romanzo d’esordio di Stephanie Wrobel.
Potete trovarlo su: IBS

“La signora delle storie” di Amy Witting

La signora delle storie, Amy Witting

Dopo lo straordinario successo della Lettrice testarda, continua la riscoperta dei capolavori di Amy Witting. L’autrice australiana, premiata e amata dalla stampa, torna con un romanzo sulla magia dei libri e delle parole. Un romanzo sull’importanza delle scelte, quelle giuste come quelle sbagliate. Un romanzo su una donna che, come spesso accade, viene sorpresa dalla vita e trova il coraggio di essere sé stessa.
Nel piccolo paese di Bangoree non si parla d’altro che della donna che è stata la musa del poeta più in voga del momento, Roderick Fitzallan. Secondo le ultime indiscrezioni, ha vissuto proprio tra quelle strade dove sembra non succedere mai nulla, e dove invece ora c’è grande fermento. Anche Barbara si lascia affascinare dalla notizia, forse per non pensare al suo matrimonio, in crisi perché quel figlio tanto desiderato non arriva, o al momento di debolezza che l’ha avvicinata più del dovuto a Phil, l’attore con cui condivide una grande passione per le opere di Brecht e Beckett. Barbara si lancia anima e corpo alla ricerca della musa misteriosa, partendo proprio dalla soffitta di casa sua, la più antica del paese, ingombra di scatoloni pieni di vecchie scartoffie che potrebbero tornare utili. Mai avrebbe potuto indovinare cosa in realtà nascondono quelle carte polverose e ingiallite. La vita di Fitzallan pare collegata a quella di Barbara attraverso strade inaspettate; come inaspettata è la notizia di una gravidanza che arriva proprio nel momento sbagliato. Perché Barbara ha dei dubbi, teme di aver fatto l’errore più grande della sua vita e che tutto sia rovinato per sempre. Ma, come le insegna la poesia, l’amore può superare il tempo e lo spazio se solo gli diamo fiducia.
Potete trovarlo su: IBS

“L’altare della paura” di Jean-Christophe Grangé

L'altare della paura, Jean-Christophe Grangé

In una comunità senza peccato, c’è un solo colpevole. E potrebbe essere l’unica anima innocente.
Nella cappella alsaziana di Saint-Ambroise si riesce ancora a udire il fragore che ha accompagnato il crollo improvviso della cupola e la morte del vescovo Samuel, il cui corpo giace ormai senza vita sotto le macerie. A un primo sguardo, parrebbe trattarsi di un semplice incidente. Ma da alcuni dettagli non è possibile escludere l’ipotesi di un omicidio. È questo che pensano il detective Pierre Niémans e il suo braccio destro, Ivana Bogdanović, non appena visitano la scena del disastro. E scoprono che il luogo appartiene a una piccola comunità anabattista chiusa al resto del mondo. I suoi membri si fanno chiamare «vendemmiatori di Dio» perché vivono dei soli proventi di un vasto vigneto e si considerano gli unici emissari di un messaggio divino di purezza e integrità religiosa. Eppure, dietro una facciata di rettitudine e devozione, si cela una storia di rapporti coercitivi e malsani. Di promesse e giuramenti che non lasciano scampo. Di sacrifici che vanno oltre l’immaginabile e trovano la loro origine in un’interpretazione promiscua delle Scritture. Più Niémans e Bogdanović entrano in questa realtà fuori dal tempo, più si rendono conto di quanto sia difficile stabilire un confine tra bene e male, tra fede e fanatismo. Ma i due detective sono disposti a tutto pur di scoprire la verità. Anche a offrirsi come vittime sacrificali se serve a risparmiare vite innocenti ed evitare ulteriori spargimenti di sangue.
Torna il maestro del grande thriller con un nuovo episodio della serie che ha avuto inizio con il bestseller I fiumi di porpora, un successo internazionale senza precedenti, poi diventato un film con Jean Reno e Vincent Cassel. Nell’Altare della paura, Jean-Christophe Grangé accompagna i lettori nel cuore di una comunità apparentemente senza peccato, dove sembra impossibile individuare un movente o trovare un colpevole. Perché quest’ultimo potrebbe essere l’unica vera anima innocente.
Potete trovarlo su: IBS

“Mariana” di André Aciman

Mariana, André Aciman

La storia di un amore totale, un acuto romanzo psicologico contrassegnato da un eros spietato, inesorabile, che inganna e ferisce, ma a cui è impossibile resistere.
«Al buio non facevamo nulla di male. Al buio non sapevamo neppure chi fossimo. Tu mi parlavi, io ti parlavo, ma chissà cosa ci dicevamo, non aveva importanza, eravamo come sonnambuli, incolpevoli per quello che avevamo fatto nella più profonda oscurità della notte.»

Mariana, l’io narrante di questo romanzo, è una giovane della provincia americana appena arrivata in Italia per trascorrere alcuni mesi di studio all’accademia d’arte. La prima sera, al ricevimento di benvenuto, incontra Itamar. Fa il pittore, è bello e carismatico, ed è un seduttore impenitente. Sebbene consapevole che una relazione con un uomo del genere è destinata a finire male, Mariana non può fare a meno di innamorarsene. Immediatamente e perdutamente. Quando lui comincia a trattarla in modo ambiguo, sparendo e riapparendo all’improvviso, Mariana è disarmata. Per reazione a questo scostante atteggiamento, si cela dietro un’apparenza fredda e distaccata, fino a quando un incontro casuale con lui in pubblico la farà vacillare… André Aciman, cantore odierno dell’attrazione, si è ispirato a Lettere di una monaca portoghese, il libro-scandalo pubblicato sotto pseudonimo che per il realismo e l’audacia nel raccontare la passione amorosa, alla fine del XVII secolo segnò una vera svolta letteraria. Ci consegna così, riportandola all’oggi, la storia di un amore totale, un acuto romanzo psicologico contrassegnato da un eros spietato, inesorabile, che inganna e ferisce, ma a cui è impossibile resistere.
Potete trovarlo su: IBS

“We are all human. 15 parole che non fanno rima con razzismo” di Emanuela Nava e Simona Mulazzani

We are all humans, Emanuela Nava e Simona Mulazzani

“Spesso è la mancanza di immaginazione che non ci permette di vedere negli altri il mondo intero.”

Quindici parole per stimolare la riflessione e il confronto, perché per sconfiggere il razzismo dobbiamo aprirci al dialogo e riconoscere che abbiamo tutti gli stessi sogni, gli stessi desideri di giustizia e libertà. Come trasmettere i valori di tolleranza, solidarietà e giustizia? A volte con un libro. E con la possibilità di fermarsi a riflettere su ciò che la diversità suscita in noi. Quindici parole. Quindici pensieri per stimolare il confronto e aprirci al dialogo. Perché per sconfiggere il razzismo dobbiamo partire anche, e soprattutto, da qui. Rispetto, coraggio, immaginazione, ascolto, giustizia. Sono solo alcune delle parole da ricordare per costruire un sogno fatto di uguaglianza e amicizia, dove la parola “razza” non esiste più e dove ci riconosciamo solo come esseri umani, diversi ma uguali. Prefazione di Fabio Geda. Età di lettura: da 6 anni.
Potete trovarlo su: IBS

Vi do appuntamento alla prossima settimana per nuove imperdibili uscite!

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