“Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry

Il piccolo principe, di Antoine de Saint-Exupéry

Pagine: 137
Dove acquistarlo: Amazon, Feltrinelli

Questo è in assoluto il mio libro preferito, tanto che ci ho anche fatto la tesi di laurea!
È uno di quei libri che ti cambiano la vita. Richiama il tuo bambino interiore, facendo riemergere la visione del mondo ingenua e semplicistica che si ha da piccoli.

Opera senza tempo di Antoine de Saint-Exupéry

Come per ogni capolavoro della letteratura, prima di leggerlo bisogna capire in che contesto è stato scritto, per poter riuscire a comprenderlo appieno e non esprimere giudizi affrettati. Il piccolo principe viene infatti considerato un racconto autobiografico. Così come il narratore, un aviatore che si ritrova bloccato nel deserto a causa di un’avaria al motore del suo aereo, anche Saint-Exupéry ebbe realmente un’avaria nel Sahara, nel 1935, e fu ritrovato e salvato dagli indigeni quando ormai era in punto di morte. In questo scenario desolante di un uomo disperso nel cuore del deserto compare un bambino che gli chiede di disegnargli una pecora. Da qui il narratore ci racconterà come quel misterioso bambino dai capelli d’oro cercava di capire il “mondo dei grandi” e come “sulle cose serie il piccolo principe aveva idee molto diverse dalle idee dei grandi“.

«Dove sono gli uomini?» riprese poi il piccolo principe. «Si è un po’ soli nel deserto…» «Si è soli anche fra gli uomini» disse il serpente.

Con l’avanzare del racconto, accompagnato da disegni dell’autore, scopriamo che il piccolo principe viene da un altro pianeta, l’asteroide B 612, sul quale ci sono solamente tre piccoli vulcani, di cui uno spento.
Il piccolo principe era solito passare le giornate pulendo i vulcani e strappando i germogli di baobab, perché crescendo avrebbero occupato l’intero pianeta, piccolo com’era. Un giorno però apparve un germoglio diverso dagli altri, spuntato da un seme “portato da chissà dove“.
Il piccolo principe attese con ansia che il fiore sbocciasse, e dopo giorni di attesa apparve il fiore più bello che avesse mai visto. Ma era anche il più vanitoso e pretenzioso. Stufo delle continue richieste del fiore e delle sue aspre parole, il piccolo principe decise di partire per quella che si rivelerà essere una grande avventura alla scoperta dell’universo e del genere umano.

«Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano così belle»

Sugli asteroidi che visita incontra vari personaggi che incarnano, chi in un modo chi in un altro, le figure del potere, della vanità, della ricchezza e del sapere, trovandole tutte inadeguate e prive di effettiva autorevolezza.
È un viaggio attraverso gli stereotipi relativi alla società che, nonostante il libro sia stato scritto più di mezzo secolo fa, sono ancora attuali.

Il settimo, e ultimo, pianeta visitato dal piccolo principe è la Terra. È qui che incontra l’aviatore e, giorno dopo giorno, si lascerà scoprire un po’ di più raccontando aneddoti e riflessioni sul suo viaggio.
All’ottavo giorno, l’aviatore riesce finalmente a riparare il guasto al motore del suo aereo mentre il piccolo principe chiede al serpente, che aveva incontrato appena atterrato sulla Terra, di restituirlo alla pianeta da cui è venuto. Così, dopo un anno passato sulla Terra, il bambino dai capelli d’oro “cadde dolcemente come cade un albero“.

«Giudicherai te stesso», gli rispose il re. «È la cosa più difficile. È molto più difficile giudicare se stessi che gli altri. Se riesci a giudicarti bene è segno che sei veramente un saggio.»

Come ho già detto, la ritengo un’opera bellissima che ho già letto diverse volte, sia in italiano sia in versione originale, e ogni volta che la rileggo mi si presentano davanti agli occhi interpretazioni diverse e sfumature semantiche che non avevo considerato prima, facendomi provare nuove emozioni.

Valutazione

Classificazione: 5 su 5.

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